La procedura è stata pubblicata sul “ Journal of Craniofacial Surgery”

Eseguita quando il bambino ha pochi mesi, la procedura che utilizza le cellule staminali cordonali fornisce buoni risultati nella crescita di nuovo osso utile a chiudere la fessura della mascella superiore,  e può evitare la necessità di un successivo intervento chirurgico di innesto osseo, secondo il caso clinico descritto dal Dott. Alejandro Garcia Botero , MD, dell’Ospedale De San José, Bogotà, Colombia e colleghi.

Il Dott. Botero e colleghi riportano la loro esperienza in cui le cellule staminali cordonali sono state utilizzate in una bambina con labbro leporino e palatoschisi, diagnosticati mediante ultrasuoni prima della nascita. La bambina aveva una fessura alveolare, che coinvolgeva un’area di osso dove si trovano i denti.

Immediatamente dopo il parto, è stato raccolto un campione del sangue del cordone ombelicale della bambina per isolare le cellule staminali, che sono state processate e congelate al fine di conservarle per un uso successivo. Il sangue del cordone ombelicale è una ricca fonte di diversi tipi di cellule staminali, che hanno il potenziale di differenziarsi in molteplici tipologie di cellule specializzate, come quelle che compongono le ossa e la cartilagine.

Le cellule staminali del cordone ombelicale presentano inoltre un maggior potenziale rigenerativo rispetto ad altre fonti di staminali, affermano il  Dott Botero e coautori. Per i primi mesi, la bambina ha subito una procedura “nasoalveolare modellante” non chirurgica per allineare i tessuti molli della mascella superiore.

All’età di cinque mesi, le cellule staminali sono state scongelate per l’uso nella chirurgia di “innesto osseo disossato” (gingivoperiostioplastica). Le cellule staminali sono state collocate in una tasca di tessuto molle che colma il divario nella mascella superiore. Un piccolo pezzo di biomateriale assorbibile (Gelfoam) è stato utilizzato come impalcatura per guidare la crescita del nuovo osso attraverso il palato nella palatoschisi. Questa procedura è stata eseguita contemporaneamente alla chirurgia per correggere il labbro leporino (cheiloplastica).

Il follow-up ha confermato la formazione di nuovo osso utile a chiudere la palatoschisi, fornendo una buona posizione e supporto per la normale eruzione dei denti. All’età di cinque anni, la piccola paziente presentava un buon spessore dell’osso mascellare superiore nell’area in cui si trovava la fessura.

Uno dei principali potenziali vantaggi della procedura con le cellule staminali cordonali è quello di evitare la necessità di un successivo intervento chirurgico di innesto osseo – attualmente tecnica standard per la chiusura della fessura. Questa procedura standard utilizza l’osso prelevato da altre parti del corpo del bambino, generalmente l’anca. Questo tipo di innesto osseo ha potenziali complicazioni e sottopone il bambino a uno o più interventi chirurgici aggiuntivi.

Lo studio è il primo ad utilizzare le cellule staminali cordonali nella chirurgia primaria per riparare la palatoschisi in un neonato. Il dott. Botero e colleghi osservano che il loro paziente necessiterà di ulteriori monitoraggi per verificare lo sviluppo di uno spessore osseo adeguato nella mascella superiore. I ricercatori sottolineano la necessità di ulteriori studi che validino la loro tecnica  con cellule staminali in un gran numero di pazienti.

Fonte:

Marcelo Paulo Vaccari Mazzetti, Nivaldo Alonso, Ryane Schmidt Brock, Alexandre Ayoub, Sally Mizukami Massumoto, Lilian Piñero Eça. Importance of Stem Cell Transplantation in Cleft Lip and Palate Surgical Treatment ProtocolJournal of Craniofacial Surgery, 2018; 1